giovedì 24 novembre 2016

L'articolo di un'intervista fattami da una vegetariana(del Rigas di Rimini)

NANDINO E I SUOI FIOR DI SALUMI….


Quando un produttore di carne è simpatico anche ad una vegetariana.




Devo premettere che sono vegetariana e l’idea di dover intervistare Nandino di FiordiSalumi mi metteva un po’ in ansia. Ed invece è stata un’esperienza davvero unica: Nandino è un vero pozzo di saggezza e di amore per i suoi animali, al punto che nel sentirlo scagliarsi contro gli allevamenti intensivi ho provato per lui del vero affetto!
Proprio per questo, non sarà facile riassumere tutto quello che mi ha raccontato in un’ora e mezza di telefonata fiume.
Signor Nandino , dove si trova la sua azienda?
Risposta
 : Ci troviamo a Tursi, in provincia di Matera.
Come definisce la vita dei suoi maiali?
Risposta
: Sicuramente felice, perché per tutta la durata della loro vita sono LIBERI. Infatti bisogna parlare di  porci: questa è la definizione giusta per  i suini che vivono liberi.
La mia azienda è costituita da 24 ettari, di cui 14 sono di bosco. Il bosco è molto importante perché il porco non suda ma tende a scottarsi facilmente: il bosco fornisce l’ombra necessaria. Oltre a questo noi creiamo delle pozzanghere in cui i porci possono rotolarsi, cosa che ha anche l’effetto di aiutarli a liberarsi dai parassiti esterni della pelle.
Attualmente ho 50 fattrici, 4 riprodotti e ogni settimana nascono 7/14 piccoli. Ho costruito rifugi dove le madri che stanno per partorire posso trovare un po’ di riparo e tranquillità.
Come nutre i suoi porci
Risposta : L’alimento base è il latte materno, con il quale i piccoli vengono nutriti fino all’esaurimento dello stesso (non come in quegli orribili allevamenti dove i vitellini, ad esempio, non lo hanno neanche mai assaggiato: cosa gravissima non solo perchè ingiusta, ma perché nel colostro materno ci sono tutte le sostanze necessarie per stimolare le difese immunitarie del piccolo, altrimenti poi bisogna riempirli di antibiotici e cortisone!), poi frutta e verdura di stagione, cereali, favino nero messo a bagno e il farinaccio di grano direttamente dal mulino di Matera.
Il mio primo obbiettivo è quello di cercare materie prime e sane da dare ai miei porci.
Cosa prova nel momento del loro sacrificio? (dimostrando ancora una volta tanta profondità chiama così la macellazione. N.d.A
Risposta : Io sono affezionato a tutti i miei porci e quando arriva quel momento cerco di non essere presente. In realtà so che non soffriranno, perché la macellazione avviene secondo le norme della Comunità Europea.
Cosa distingue i suoi prodotti dalla stragrande maggioranza presente sul mercato?
Risposta
: Sicuramente il fatto che i sapori sono quelli di una volta, grazie alla loro genuinità. Infatti non solo le carni sono nettamente superiori perché l’animale è sempre cresciuto libero, ma nei nostri prodotti non troverete mai né conservanti (nitriti e nitrati), lattosio, glutine, e zuccheri, tutte cose che con i salumi hanno ben poco a che vedere, ma che oggi purtroppo sono sempre più presenti.
E se qualcuno volesse venire a trovarla?
Risposta
:Quando vuole!!!!! Siamo sempre contenti di ricevere visite, anche perché così uno può rendersi conto di persona di come vivono i miei porci!
L’intervista è finita, l’ansia iniziale è passata: Nandino è una gran brava persona che ama davvero i suoi porci: io non inizierò ugualmente a mangiare carne, ma almeno so che esistono posti dove gli animali sono trattati con dignità  e rispetto.
Posso garantirvi che, acquistando i suoi prodotti, non comprerete un insaccato, ma un pezzo di passione.
Per saperne di più visita il sito:


www.salumionline.it

Andare oltre i Conservanti(Nitriti e Nitrati)arriva il prosciutto gonfiato.

Prosciutti Gonfiati:

Risultati immagini per prosciuttiRisultati immagini per prosciutti nostrani


Un po di anni fa avevo iscritto l'articolo che puoi leggere cliccando sul link sotto.Dove denunciavo l'uso e la pericolosità dei conservanti(con le sigle E.259- E-250 nitriti e E-251 E-252 dei nitrati)

https://wwwfiordisalumi.blogspot.it/2013/04/pericolosita-dei-nitriti-e-nitrati-nei.html



In questi giorni leggo che sul mercato sta per arrivare un prosciutto ‘gonfiato’ che contiene più acqua e aromi chimici, vietati fino ad oggi. E’ stato emesso, infatti, un “decreto salumi” che recepisce norme comunitarie che cambia la disciplina della produzione e della vendita di alcuni prodotti di salumeria.
Cosa cambia:il tasso di umidita,gli aromi chimici,abolita la scadenza dei 60 giorni,utilizzo delle cosce di maiali congelati.
Vediamo nei Dettagli:
IL TASSO DI UMIDITÀ
Aumentati di un punto percentuale i tassi di umidità relativi a prosciutto cotto, cotto scelto e cotto di alta qualità: il contenuto in acqua più alto, com’è facilmente intuibile, sarà pagato dagli acquirenti come se fosse carne. L’incremento del tasso di umidità, che andrà a minare la qualità del prodotto, potrebbe penalizzare in particolare la produzione italiana, che utilizza carne di maiale dalle caratteristiche qualitative superiori a quelle delle carni importate da altri paesi.
GLI AROMI CHIMICI
Il decreto cancella, come accennato, il preesistente divieto di utilizzo di aromi chimici(sostituita, infatti, la distinzione tra aromi artificiali e naturali identici con un riferimento generale al regolamento UE 1334/2008, relativo agli aromi e alle sostanze aromatizzanti),che potranno quindi essere utilizzati per correggere gusto e sapore di salumi prodotti con carni di bassa qualità.
ABOLITA LA SCADENZA ENTRO 60 GIORNI
Il termine minimo di conservazione, precedentemente fissato in 60 giorni al massimo dalla data di confezionamento del prosciutto cotto e che ora sarà invece deciso direttamente dal produttore.
COSCE DI MAIALE CONGELATE PER IL CRUDO
Si potranno ancora utilizzare, invece, cosce di maiale congelate per produrre il prosciutto crudo stagionato; viene però ridotta a 40 giorni la fase minima di riposo (55 giorni per le cosce superiori agli 11 chili).

Nota Bene:

Norme che favoriscono le importazioni dall’estero di maiali più leggeri di quelli italiani’ oggi i prosciutti venduti due su tre venduti provengono da maiali allevati in Olanda, Danimarca, Francia, Germania e Spagna senza che questo venga evidenziato chiaramente in etichetta dove non è ancora obbligatorio indicare l’origine.Invece di andare verso la qualità si va sempre verso prodotti dannosi per la salute.

Per saperne di più e scegliere prodotti genuini vista il sito cliccando sul link sotto.

www.salumionline.ecwid.com

Saluti e Salute Nandino


lunedì 10 ottobre 2016

Ecco come puoi riconoscere l'olio EVO nuovo da quello vecchio?

Partendo da questa dicitura che qualifica un Olio extra vergine di oliva:
Olio extravergine di oliva - EVO: E’ un olio ottenuto tramite estrazione dalle olive unicamente mediante procedimenti meccanici, con acidità che deve essere minore di 0,8%. Il suo esame organolettico (effettuato da un gruppo di assaggiatori selezionati, riuniti in un Panel Test) rileva che non ha difetti e che ha presenza di fruttato.
Ho voluto scrivere questo articolo perché da pochi giorni i nostri produttori di Olio EVO biologico hanno iniziato la nuova produzione e mi è venuto spontaneo farmi una domanda:
Come faccio a conoscere se un olio è di quest'anno( d'annata) o dell'annata scorsa?

La risposta è abbastanza semplice:

1)Ci sono degli odori inconfondibili che distinguono un olio vecchio da un olio nuovo,per il primo le caratteristiche olfattive risultano appiattiti,mentre per il secondo l'odore è più pungente tanto da sentirne le caratteristiche proprie del frantoio.

2)Olio nuovo è di colore verde non può essere di colore giallo,il colore dell'olio si trasforma col passare del tempo è diventa giallo paglierino perché aumenta l'acidità e subisce una perdita delle sue proprietà organolettiche,dovuto all'invecchiamento e anche a una cattiva conservazione.

Tant'è vero che l'olio non scade e non migliora invecchiando ma nell'etichetta va riportata la dicitura (TMC) che significa termine massimo di conservazione per l'olio extra vergine di oliva la legge ha stabilito a 18 mesi.

3)Olio EVO va conservato al buio e in un ambiente ideale ne troppo freddo e ne troppo caldo(tipo cantina o ripostiglio lontano da fonti di riscaldamento)

4) Per essere un olio di qualità extra le olive devono essere molite nelle 24 ore dopo la raccolta e durante la sosta prima della molitura devono essere ben arieggiate in modo per evitare l'inizio della fermentazione.

5)Olio ottenuto in questo periodo ha un basso grado di acidità che si aggira intorno allo 0,2 %.

Spero di aver chiarito alcuni principi fondamentali necessari a riconoscere le varie differenze che distinguo l'olio EVO che portiamo sulle nostre tavole.

Se sono stato utile a chiarirti le idee e tutto ciò può servirti di aiuto quando hai bisogno di acquistare dell'Olio extra vergine di oliva biologici ed eventualmente vorrai  preferire i nostri produttori da me testati e garantiti puoi visitare il nostro negozio online cliccando nel link sotto:

https://salumionline.ecwid.com

Grazie arrivederci al prossimo articolo.
Saluti Nandino




martedì 4 ottobre 2016

Il Cibo è ormai Veleno.

Qualche autorevole ricercatore l'ha definito sterminio di massa e sostiene che:

Presto 1 su 2 si ammalerà di cancro!

i grandi gruppi multinazionali hanno ottenuto il controllo del 90% e oltre dei commerci mondiali, 

oltre ovviamente a gestire le produzioni industriali ed agricole,rigorosamente nel terzo mondo, dove la manodopera costa meno.

Ormai i cibi che mangiamo solo veleni:proprio così, veleni!

Solo che a differenza del cianuro, che uccide in breve tempo, 

i danni dei veleni che ingeriamo col cibo quotidianamente faranno effetto in un lasso di tempo maggiore, magari dopo anni o decine di anni. 

Ci sono dei soggetti più sensibile, che ne risentano prima, e  invece persone che reagiscono meglio.

Al solo pensiero che meno di 50 anni fa 1 persona su 30 si ammalava e oggi invece siamo a 1 su 3 e secondo stime di autorevoli illuminati aumenteranno a 1 su 2 siamo alla follia e mi vengono i brividi.

Il cibo non è più un nutriente ma è veleno ormai è feccia industrialeVeleno.

Basta che viene sponsorizzato(pubblicizzato)da un vip o da un personaggio famoso e tutti come pecore lo consumano.

Sveglia!!!!

La maggioranza della popolazione fa scelte basate sulla pubblicità e sul gusto dei cibi artefatti,
senza consapevolezza,
Tutto ciò  aumenta la possibilità che le persone si ammalano enormemente.

Se ne avete la possibilità, acquistate cibi genuini… “dal contadino”… e limitate al minimo possibile il cibo contenente porcherie!

Noi ancora possiamo aiutarti e speriamo "se lo vorrai" anche i nostri figli che continueranno il nostro lavoro.

Basta cibi spazzatura i tuoi produttori possono arrivare direttamente a casa tua se tu lo vorrai,
clicca qui sotto:





mercoledì 14 settembre 2016

La Nostra Salute viene dal cibo che consumiamo.Vogliatevi Bene, mi Raccomando!

Ti racconto una storia che mi ha commosso e purtroppo mi ha fatto anche piangere.

Prima di pubblicare l'articolo ho ciattato con la ragazza per chiederle il permesso di pubblicare la sua storia lei dandomi il consenso mi ha scritto questa frase:

Se il mio post servirà anche a una sola persona a capire in che sbagliamo, ho fatto una cosa buona.


La storia sebbene triste in un certo senso mi ha comunque “motivato” essendo in linea con quello per cui combatto tutti i giorni ovvero la battaglia per spiegare alle persone che la (Salute) è un bene prezioso e che nessuno può ridarcela una volta persa e che la "Vita" non ha Prezzo.

In questi anni ho cercato di battermi cercando di sensibilizzare le persone verso la buona alimentazione e su tematiche alimentari che mi stanno particolarmente a cuore.


Così nonostante quando sai che una persona ha problemi gravi un senso di tristezza ti assale ma ti rendi conto che la direzione che hai preso è quella giusta e così una forte motivazione ti prende e la voglia di continuare è sempre più forte.

La storia di:

Arianna Barnaba Chudek 

La ragazza alla fine della storia sottolinea quanto segue:

"Nessuno, NESSUNO deve avere quello che ho" 

Questa e' la mia piccola grande storia, voglio raccontarla perché vorrei che tutti apprezzassero quel poco che hanno, e che nulla, davvero nulla e' peggio che la morte.
Sono emigrata 11 anni fa da Monopoli, meravigliosa città con zero prospettive lavoro,ho fatto tante cose... 
Ho lavorato in Irlanda, poi a Bristol, ho sofferto la fame e ho pure rischiato di dormire fuori sotto la pioggia qualche giorno, quando in Irlanda non si trovava casa o ostello disponibile...ma poi le cose si aggiustano!
 Arriva il lavoro, la casa, i primi soldini e potevo permettermi pane e nutella, e di comprarmi anche il parmigiano e la salsa per i maccheroni che soddisfazione!
L'affitto era altissimo e la stanza una topaia, ma andava bene cosi'...
Nel frattempo ho pure trovato l'amore, e che vuoi di più dalla vita?avevo tutto.
 Mi mancava il sole e la casa, quello e' vero, ma io da zero, zero assoluto, mi sono fatta una bella vita e una carriera, e qualche amica, che non guasta ho pure comprato casa a Newport, e tutto sembrava che stesse andando a gonfie vele, ma non avevo fatto i conti con la cosa più
importante della vita...

Ora penserete, la pace e' la cosa più importante, o il benessere, o l'amore... Valide cose.
Io non avevo fatto i conti con la SALUTE
Ho il cancro. 
Uno dei peggiori e più' pericolosi.
 Ho 34 anni, tanta voglia di vivere e la paura di perdere quello che davvero di più prezioso ancora, forse per poco posseggo, la vita.
Ragazzi, a voi tutti che iniziate da zero, non perdetevi mai d'animo. 
Tutto si aggiusta.
 Ma come consiglio spassionato cercate di volere bene al vostro corpo. Io sono caduta nella trappola dei cibi pronti, con conservanti e ho regolarmente consumato verdura e frutta di "ottima" qualità e aspetto non curandomi del fatto che sono piene di pesticidi, concimi ecc...
Risultato e' una linite plastica dello stomaco, rimozione dello stomaco e una situazione difficile da gestire, tra varie chemio, perdita di più della meta' del mio peso corporeo, e poi meglio che non continuo su tutto il resto.
Non tutti siamo predisposti fortunatamente, ma questa situazione capitata a me mi spaventa.

Nessuno, NESSUNO deve avere quello che ho.

La nostra Salute viene dal cibo che consumiamo.Vogliatevi bene, mi raccomando!

Fine della piccola grande storia.

Naturalmente è una storia che fa piangere quindi è:
Meglio Prevenire che Curare.
Non bisogna aspettare che sia troppo tardi ma pensarci ogni qual volta mangiamo o beviamo qualcosa.

Leggi sempre le etichette cerca di capire da chi è prodotto e da dove provengono cibi e bevande con cui ti nutri.

Buona Saluti a Tutti e ancora Forza Arianna ce la Faremo.

venerdì 29 luglio 2016

Come Scoprire se il Vino è Falso o Contraffatto



Ciao mi ero già occupato di come riconoscere un buon vino da un vino che contiene solfiti ma leggendo un articolo sono rimasto al quanto perplesso perché non solo si usano i solfiti ma addirittura si falsifica il vino cioè il vino viene contraffatto e allora ritorno sull'argomento: 
Come fare per riconoscere un buon vino da bere in tutta tranquillità.
Premetto non sono un grande consumatore di vino ma in compagnia degli amici e dei familiari mi piace durante i pasti o come aperitivo bere qualche bicchiere di buon vino
(Rosso,Bianco e Rosato).
Questo mi ha spinto sempre di più ad informarmi su come si producono dei buon vini.
Provengo da un paesino di collina dove tempo a dietro(anche oggi ma molto di meno) ognuno si faceva il vino per conto proprio e lo conserva e spesse volte lo consumava in compagnia nella propria grotta naturale.
Sotto ti link un piccolo documentario sulle grotte dove ancora oggi si fa e si conserva il vino.
Dimenticavo e dove in compagnia si beve vino accompagnato da ottimi salumi genuini.

http://www.trmtv.it/home/cultura/2012_08_21/37523.html

Risultati immagini per Le grotte per conservare il vino

Ma torniamo all'articolo domanda:

Stai bevendo il vino falso? 

I migliori consigli su come individuare una bottiglia di vino che è una truffa -
tra cui etichette dubbia e di cattivo gusto.






  • Negli ultimi anni c'è stato un aumento dei vini falsi sul mercato

  • I truffatori spesso aggiungono acqua,

  • prodotti chimici e  dolcificanti  per l'alcol oltre naturalmente

  •  una quantità eccessiva di solfiti.

  • Un'esperto di vini con sede a Londra, Clare Reeves,

  • rivela il modo migliore per individuare un falso.

  • Hai mai sperimentato una sbornia dopo appena un paio di bicchieri di vino?

  • Sicuramente non è stato il vino a procurartela ma il contenuto chimico che è stato 

  • utilizzato per fare quel vino,che non solo ti può procurato la sbornia ma che può

  •  procurare seri problemi e danni al tuo organismo.

  • Allora come difendersi?

  •  Il vino falso lo puoi trovare anche in piccoli negozi indipendenti, 
  • ma già dall’etichetta ti puoi rendere conto se il vino che stai comprando è contraffatto:
  • basta guardare la carta utilizzata, l’ortografia, i colori.

  • Se intende acquistare un vino costoso è bene che ti rivolgi ad esercizi di fiducia o meglio ancora a un produttore riconosciuto che ti può offrire la massima garanzia sulla genuinità e bontà del vino.

  • Pensa nel 2013 è stato riferito che i vini falsi hanno rappresentato il 20 per cento delle vendite di vino a livello mondiale.

  • Comunque: 'Se il vino nel bicchiere ha un sapore insolito poi smettere di
  • bere subito in caso contrario

  • il vero costo potrebbe essere di gran lunga superiore al costo pagato per il vino(Contraffatto).

  • Il vino è un elisir di lunga vita: bevuto in modeste quantità aiuta ad invecchiare meglio e un bicchiere al giorno fa bene alla salute.

  • Molti studi affermano che se bevi del buon vino,(uno o due bicchieri al giorno), ti proteggi dalle malattie cardiache e dall’ipertensione.

  • Buon vino fa buon sangue.

  • Vale sempre il mio motto:

  • Prevenire è Meglio che Curare:

  • Adesso se lo vorrai potrai scoprire il nostro 
  • produttore di vini biologici di alta qualità e decidere
  • se bere il tuo bicchiere di vino in tutta tranquillità.



  • giovedì 21 luglio 2016

    L'Olio Extra Vergine di Oliva [OEVO] Scade o non Scade?

    L'olio extra vergine di oliva al contrario del vino non migliora invecchiando,ma non scade.Solo che col scorrere del tempo si deteriora inesorabilmente perdendo le sue proprietà organolettiche.
    Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza su cosa effettivamente significa  “data di scadenza” nel caso dell’olio EVO  e cosa succede se consumiamo un OEVO “scaduto” o meglio un olio extra vergine di olive che ha più di 18 mesi.

    Abbiamo detto che l'olio extra vergine di olive non scade ma parliamo di deterioramento quindi parliamo di un “tempo minimo di conservazione” (TMC) e non di “data di scadenza”.Quindi l'OEVO non ha una dato di scadenza come gli altri prodotti ma un tempo minimo di conservazione.
    Cosa significa in sostanza e qual'è la differenza.
     La differenza sostanziale tra le due diciture è che nel primo caso si parla di un tempo minimo entro
     il quale il prodotto mantiene le proprietà organolettiche definite in etichetta,mentre oltre quella
     data l'olio EVO si può consumare tranquillamente per quanto riguarda la sicurezza alimentare,
    ma perde in termini qualitativi. 
    Al contrario, i cibi che prevedono una “data di scadenza” devono essere consumati entro tale termine, superato il quale si  può incorrere in seri rischi per la salute.
    Per legge il TMC dell’olio EVO è di 18 mesi dalla data di imbottigliamentoPerché “dalla data di imbottigliamento”? Semplice, perché fissando il TMC dall’imbottigliamento anziché dalla data di produzione dell’olio si favoriscono da un lato i soliti produttori furbetti e dall’altro s’ingannano i consumatori.
    E’ normale infatti imbottigliare un olio exra vergine di oliva anche ad un anno di distanza dalla sua produzione e poter mettere una TMC di 18 mesi a partire da quella data. L’olio al consumatore arriverà già con un anno di vita al quale la legge permette di aggiungere altri 18 mesi.Per meglio chiarire il concetto ho estratto da un articolo
    scritto da Paolo Amelio quanto segue: 
    Un esempio per chiarire meglio questo concetto: supponiamo che  il 15 Novembre 2011 Mario, un piccolo produttore di olio,  porti a frangere le sue olive. Essendo piccolo non può permettersi di stoccare l’olio per cui se lo fa imbottigliare tutto il giorno stesso di produzione. Le sue bottiglie avranno quindi come scadenza il 15 Giugno 2013.
    Lo stesso giorno Salvatore, un produttore molto grande, frange le sue olive e imbottiglia in parte l’olio prodotto (quindi nelle stesse condizioni di Mario), in parte lo immagazzina per poi imbottigliarlo ad esempio a Luglio 2012 (cosa completamente legale).  L’olio imbottigliato a Luglio 2012 scadrà a Gennaio 2014.
    I due oli, quello in scadenza a Giugno 2013 e quello a Gennaio 2014 sono stati prodotti lo stesso giorno, hanno subito lo stesso processo di deterioramento, dovuto ai processi ossidativi nel tempo,però uno scade sei mesi prima dell’altro! Curioso non è vero?
    Per la carità, si potrebbe obiettare che un olio conservato in cisterne di acciaio, sotto azoto e altre varie precauzioni  si deteriori di meno di uno in bottiglia. In parte è vero ma è anche vero che non esistono obblighi di legge in merito alle modalità di stoccaggio tali da evitare o bloccare i processi di deterioramento dell’olio. Quindi è nella legalità sia chi immagazzina l’olio con tutte le precauzioni del caso sia chi non lo fa; ed un olio immagazzinato per un anno in una cisterna di acciaio sotto azoto è sicuramente meno deteriorato di uno immagazzinato in una cisterna mezza vuota e piena d’aria!
    Ma  torniamo a noi consumatori e cerchiamo di rispondere alla domanda: fa male consumare un olio scaduto?
    Direi che l’aleatorietà con cui si fissa il TMC fornisca già la risposta: no, un olio scaduto non fa male.
    Ma per quanto tempo dopo la scadenza possiamo consumare un olio scaduto?
    La risposta è, ahimè, dipende! Dipende fortemente dalla qualità dell’olio e nella fattispecie dalla concentrazione di sostanze polifenoliche ivi contenute. I polifenoli contenuti nell’olio non solo lo rendono un alimento prezioso per la salute in quanto rallentano i processi degenerativi del nostro organismo, ma proteggono anche l’olio stesso da tali processi. Quindi un olio con un alto contenuto di polifenoli durerà molto a lungo mentre uno con pochi polifenoli durerà meno. Il che significa anche che, in merito a quanto già detto riguardo alla qualità dell’olio extraverginepiù un olio è di alta qualità e più durerà nel tempo.
    Una regola pertanto non esiste, però l’esperienza di assaggiatore mi porta a dire che sino ad almeno un anno dalla data di scadenza, un olio di alta qualità è in grado di mantenere le proprie caratteristiche organolettiche tale da renderlo ancora un ottimo prodotto.
    Addirittura nel caso di oli particolarmente intensi (e quindi con amaro e piccante molto pronunciati) talvolta è preferibile il consumo verso la scadenza, come è successo a me qualche giorno fa: ho aperto una meraviglioso olio di varietà Tonda Iblea e malgrado fosse ormai prossimo alla scadenza, all’assaggio si è mostrato ancora eccellente!
    Tutto questo, ribadisco, vale solo per un olio extravergine di alta qualità. Per altre porcherie a buon mercato spesso non è nemmeno necessario attendere la scadenza per consumare un prodotto difettato e dannoso per la salute!
    A voi le conclusione.
    Ma se vuoi saperne di più su come dev'essere prodotto un olio EVO biologico Ti invito a cliccare sul Link
    qui sotto per scoprire come viene ottenuto.

    Scopri come Acquistarlo Olio EVO Biologico 

    mercoledì 20 luglio 2016

    Come non sbagliare nella scelta dei vini

    Quali accorgimenti devo saper 
    per scegliere un buon vino
    Cosa controllare per scegliere
     il
    Comprare un vino che non si conosce è sempre una scommessa.
    Al supermercato, all'enoteca nel negozio offline e ancora di più
    nel negozio online
    è sempre un enigma per chi non è esperto e non se ne intende.
    Alcune informazioni per riconoscere un vino di qualità:
    Prima di tutto ci dovrebbe aiutare L'etichetta.

    L’etichetta ci dovrebbe aiutare a scegliere un vino buono a tutti gli effetti
    perché rappresenta la carta d’identità del vino -.
    Dovrebbe contenere quelle informazioni necessarie ad aiutarci a fare
    la scelta giusta.

    Quali sono gli elementi che possono aiutarci a distinguere se un vino
    effettivamente è buono o meno.
    L'etichetta oltre a fornirti la carta d'identità del vino ti dovrebbe
    raccontare anche la storia di quel nettare per esempio Il vitigno
    dal quale proviene l'uva per la produzione di un determinato vino:
    Aglianico, Sangiovese, Primitivo,Nero d’Avola,Montepulciano d’Abruzzo.
    Questa indicazione riporta quando un vino è prodotto “in purezza”,
    ossia con almeno l’85%di quel vitigno.
    In alcuni casi particolari come quello del nostro produttore
    la percentuale di vitigno è il 100%.Un'altra cosa importante è L’annata.
    Questo è un altro elemento che può facilmente farci riflettere.
    Diciamo che i vini più “semplici” in genere vanno consumati
    nell’anno successivo a quello di produzione
    o al massimo entro un paio di anni.
    I vini prodotti con determinate pratiche di cantina,
    come lunghi affinamenti in legno, possono tranquillamente
    attendere anni prima di esprimere il meglio di sé.
    Se non siamo sicuri di quello che acquistiamo cioè non abbiamo un'etichetta
    che ci indica i parametri sopra riportati e cerchiamo un vino semplice
    per la cena è meglio acquistare un vino d’annata,
    massimo dell’anno precedente se si tratta di un rosso.
    Invece se vogliamo gustare un vino importante,
    come ad esempio un Brunello di Montalcino
    o del nostro produttore di vini biologici aziendali, allora in quel caso
    dovremo scegliere un’annata più vecchia.
    Del resto non esistono Brunello o un Montalcino d’annata!
    Coma nel caso del nostro produttore.
    A proposito Il produttore deve essere sempre indicato
    o almeno deve essere presente il nome,
    il codice identificativo,
    e dell’imbottigliatore.

    Un'altro fattore importante è La gradazione alcolica che dev'essere
    indicata sulla retro etichetta.
    E per legge, deve essere sempre ben visibile
    (insieme alla quantità contenuta nella bottiglia).
    La gradazione alcolica non è certamente un parametro di qualità
    ma è molto utile per capire se stiamo acquistando un vino
    “leggero e immediato” o un “vino importante”.
    Per i bianchi dai 10,5 ai 12 gradi siamo in una fascia media.
    IL bianco del nostro produttore vinificato in purezza con
    uve aglianiche ha una gradazione alcalina di 13 gradi con 30 milligrammi
    di soltiti per litro mentre nei vini bianchi commerciali si arriva a 400
    milligrammi per litro(questo è il perché dopo bevuto il vino bianco viene
    mal di testa)
    Per i rossi in genere si può salire anche di un grado.
    Se compriamo un vino rosso da 14,5 gradi come il Primitivo
    non aspettiamoci certamente di bere un vinello leggero.

    Perchè Vino Biologico,
    perché i vini prodotti da agricoltura biologica
    devono - necessariamente - essere riconoscibili.
    In etichetta hanno una particolare fogliolina verde che certifica il rispetto
    dello standard e tutte le notizie che riguardano vita e miracoli di
    quel vino e dell'azienda che li produce.
    Teniamolo sempre ben a mente.

    Il prezzo è Un fattore importante da tenere in considerazione quando si
    vuol scegliere un buon vino che non si conosce?
    Il prezzo è spesso indice di una certa qualità.
    Si può bere benissimo anche senza spendere una fortuna
    ricordandoci sempre una cosa importante:
    Un vino che viene proposto a un prezzo inferiore di 5 euro,
    anche al supermercato, deve sempre farci dubitare.
    Tolti i costi vivi: vetro, etichetta, tappo e capsula, considerato l’IVA,
    un po’ di tasse, il giusto ricarico del punto vendita e un minimo di trasporto…
    Ma quanto potrà costare davvero il nettare di vino che stiamo comprando?
    Se vuoi saperne di più visita i vini del nostro produttore:clicca per
    vedere tutte le premiazioni ricevute e la sua storia.


    giovedì 5 maggio 2016

    Perché i Cibi prodotti col metodo di agricoltura Biologica fanno bene alla Salute?

    Biologico: Carne e Latte contengono più omega 3 e meno acidi grassi saturi, più vitamine e minerali e meno iodio. Ancora da scoprire gli effetti sulla salute

    Ho voluto postare questo articolo perché da un lato gli scienziati dicono che gli studi fatti sul consumo di prodotti biologici apportano benefici però sono cauti nel propagandarlo,non vi sembra un controsenso vorrei il tuo parere a riguardo commentando l'articolo.

    La carne e il latte biologico contengono più nutrienti associati a effetti benefici sulla salute rispetto agli altri. 
     Anche se ciò non significa necessariamente che facciano meglio: il dato è importante e costituisce un punto di partenza per  indagini più specifiche. 
    In particolare, i derivati biologici animali contengono più acidi grassi omega 3 e altri acidi grassi insaturi “buoni”, meno acidi grassi saturi “cattivi”, più minerali e vitamine, e meno iodio. Le differenze sono emerse in due studi pubblicati sul British Journal of Nutrition da un gruppo di ricercatori dell’Università inglese di Newcastle,che da tempo si occupa di definire meglio le caratteristiche degli alimenti biologici. 
    Lo stesso gruppo pochi anni fa aveva compiuto un’analoga indagine su frutta e verdura, stabilendo che quella biologica ha un contenuto in antiossidanti più elevato rispetto a quella non biologica.
    La metodologia scelta è quella della meta analisi: gli autori hanno cioè selezionato
    196 studi per il latte e 67 per la carne di varia provenienza (per poter avere un numero sufficiente di dati) e  verificato i risultati più convincenti dal punto di vista statistico.
     È emerso che tanto la carne quanto il latte biologico hanno il 50% in più di acidi grassi omega 3 e il 40% in più di acido linoleico coniugato o CLA rispetto a carne e latte non biologici.
    Parallelamente i prodotti biologici hanno concentrazioni inferiori di  due acidi grassi saturi, ovvero l’acido palmitico e l’acido miristico.
     Inoltre, latte e carne biologica hanno concentrazioni maggiori di ferro, vitamina E e carotenoidi, mentre presentano un livello di iodio inferiore (del 74%) rispetto a quelli industriali.
    Secondo gli autori, le differenze sono dovute al tipo di alimentazione degli animali, perché i foraggi sono più ricchi di acidi grassi insaturi rispetto ai mangimi industriali, e hanno meno iodio, normalmente aggiunto ai mangimi. Inoltre i pascoli al aria aperta assicurano agli animali una maggiore varietà di micronutrienti, tra cui alcune vitamine e minerali. Ma quali sono le conseguenze per la salute umana? I ricercatori di Newcastle, ben sapendo di entrare in un ambito delicato, mantengono un basso profilo, limitandosi a constatare che molti studi hanno associato l’apporto di omega tre a un miglioramento dei parametri che definiscono il rischio cardiovascolare e, nelle donne incinte, di quelli relativi al corretto sviluppo del bambino.
    Inoltre l’EFSA, come altre autorità sanitarie, ha più volte sottolineato che la dieta occidentale non assicura un apporto sufficiente di omega tre, e che quest’ultimo dovrebbe essere incrementato (leggi raddoppiato) soprattutto con la dieta. Per questo preferire prodotti biologici  consente di avvicinarsi alle quantità consigliate di alcuni nutrienti senza aumentare le calorie o la quantità di altri elementi meno desiderabili come gli acidi grassi saturi o gli zuccheri. La ricerca propone alcuni  esempi. Mezzo litro di latte biologico intero (o l’equivalente di burro o formaggio) assicura 39 milligrammi di omega tre, pari al 16% del fabbisogno giornaliero, mentre la stessa quantità di latte intero non biologico ne apporta 25, pari all’11% del necessario.



    Più articolata è invece la questione relativa allo iodio, di cui l’OMS consiglia di assumere 140 microgrammi al giorno (valore che sale a 250 per le donne incinte e in allattamento). Da molti anni in numerosi paesi (compresi la maggior parte di quelli Europei, il Brasile, gli Stati Uniti e la Cina) lo iodio viene aggiunto al sale, a vari prodotti confezionati e a quasi tutti i mangimi industriali, al punto che si rischia l’eccesso. L’EFSA però  invita a diminuire i limiti delle aggiunte ai mangimi animali da 5 a 2 milligrammi per chilogrammo. Ma in alcuni paesi come la Gran Bretagna il sale iodato non è disponibile ovunque, e questo causa specifiche carenze, soprattutto in alcune regioni. Per questo le differenze nel contenuto in iodio tra i due tipi di prodotti potrebbero essere positive per molti paesi, nei quali lo iodio è più che disponibile, e negative per altri.















    Inoltre, l’aspetto nutrizionale è solo uno dei tre principali motivi per i quali i consumatori dichiarano di preferire i prodotti biologici. Gli altri sono il benessere animale e la tutela dell’ambiente. In generale, considerando anche la frutta e la verdura, scegliere i prodotti biologici vuol dire assumere più antiossidanti (in media il 60% in più, a parità di peso) e omega tre, e meno prodotti come i pesticidi, gli erbicidi e i metalli pesanti quali il cadmio, associati a possibili danni per l’uomo. Ora bisogna però compiere il passo successivo, ovvero progettare e condurre ricerche che dimostrino che chi mangia biologico ne trae un reale beneficio per la salute.

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